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Come cambia il lavoro? Il caso Sorgenia

Ogni mattina ci svegliamo e accendiamo la luce, guardiamo il cellulare, apriamo l’acqua calda e il frigo. L’energia è sempre più pervasiva, al punto che ormai non riusciamo nemmeno a immaginare una società e una vita personale senza di lei (cosa che invece, se ci pensate, riuscite benissimo a fare riguardo alla vostra compagna o compagno di vita, ad esempio). Ma la vera novità è che in pochi anni è cambiato il modo col quale la produciamo e la utilizziamo, grazie a tre rivoluzioni contemporanee: energie rinnovabili, tecnologie digitali e comportamento dei consumatori.

Oggi già seicentomila famiglie producono con pannelli solari l’energia che consumano, e forniscono a tutti gli altri italiani la parte eccedente della loro produzione. Le fonti rinnovabili coprono il 40% della produzione, una percentuale impensabile solo 10 anni fa, ed in continua crescita.
Nel frattempo le tecnologie digitali stanno trasformando il modo in cui possiamo produrla e consumarla. Ad esempio misurando e gestendo con sensori intelligenti i nostri consumi in modo da non sprecarne nemmeno un pò.
E infine, sempre in pochi anni, anche noi consumatori siamo cambiati moltissimo: oggi navighiamo, compariamo e scegliamo con un semplice click, e siamo pronti a cambiare scelta se insoddisfatti o attratti da qualcosa di migliore, che scopriamo sul web su indicazione di altri consumatori come noi. Questo ci porta ad aspirare a un rapporto con l’energia molto più consapevole, personalizzato e responsabile.

Chiedetevi ora l’impatto di tutto questo su aziende che per cento anni si sono occupate di energia in regimi di monopolio e di lenta evoluzione tecnologica. Per farlo pensate alla complessità delle grandi centrali nucleari o a carbone, impianti che richiedono un’organizzazione e una cultura orientate all’azzeramento dell’errore, a partire da quello umano. E quindi pianificazione pluriennale dettagliata, processi e procedure rigidi e ripetitivi, competenze e ruoli gerarchicamente ben definiti, bassa delega e decisioni concentrate ai livelli più alti dell’organizzazione. Come può questo modello funzionare in un mondo in cui le tecnologie e i comportamenti dei consumatori portano ogni giorno delle novità, minacce ma anche opportunità a cui far fronte ? Due anni fa in Sorgenia ci siamo perciò guardati allo specchio e abbiamo sterzato verso un nuovo modello di lavoro per favorire rapidità, innovazione e orientamento al cliente. E grazie a questo Sorgenia è uscita dal cono d’ombra che la minacciava ed è oggi un’azienda che produce utili, ha un debito sotto controllo e una pipeline di promettenti iniziative. Il nostro è stato un viaggio in tre tappe: cambio di rotta, nuovo equipaggiamento e pieno di energia (che è attualmente in corso).

PRIMO: IL CAMBIO DI ROTTA. Una volta capito che ci muovevamo in un territorio nuovo, per prima cosa abbiamo stabilito la meta del nostro nuovo viaggio. È la fase in cui abbiamo fatto nostra la direzione e il desiderio del cambiamento, condividendo a tutti i livelli dell’organizzazione una visione appassionante del futuro dell’energia e assegnando a Sorgenia un ruolo di innovatore e di attacker, che abbiamo poi declinato in un set di valori e di comportamenti condivisi per poterlo interpretare con successo. Ad esempio: se hai una ruota bucata e la devi riparare velocemente, ti serve una squadra che si capisca al volo; abbiamo perciò lasciato a terra silos e compartimenti stagni e adottato il lavoro per progetto, che è oggi diventato un modo naturale di organizzarci per affrontare ogni nuova sfida.

SECONDO: UN NUOVO EQUIPAGGIAMENTO. Per viaggiare veloci e sicuri bisogna non avere peso superfluo e avere a bordo le persone giuste al posto giusto. Abbiamo quindi messo mano all’organizzazione, snellendo le staff e i processi decisionali e facendo nascere tre nuovi ruoli chiave: il Chief Innovation & Development Officer, che tiene insieme le responsabilità HR con quelle di innovazione e sviluppo, il Digital Advisory Board, che ci aiuta a cogliere le nuove opportunità di crescita digitale e infine il Digital Director, responsabile dei canali digitali, reclutato da Facile.it. Questo perché abbiamo abbandonato i canali tradizionali di vendita ai clienti finali per concentrarci solo sul web, ed offrire così una customer experience diversa, più personalizzata e migliore rispetto ai nostri concorrenti.

TERZO: IL PIENO DI ENERGIA. La tappa in corso consiste nel portare e tenere a bordo i giovani di talento. E poiché quelli che vogliamo sono millenials che non puntano al “posto fisso” di Checco Zalone, ma hanno spirito di libertà e d’avventura, noi cerchiamo di sfamarli con un ambiente stimolante, fatto di condivisione, fiducia e di responsabilità ad alto impatto. Vi dico tre delle cose che stiamo facendo su questo. 1. Una nuova sede a Milano, con palestra, aree gioco, spazi comuni e tecnologie per favorire creatività e collaborazione. 2. Smart Working, che consentirà alle persone di lavorare anche da casa, sulla base di un rapporto di fiducia e del rispetto delle regole del gioco. 3. Recruiting di 20 neolaureati per svolgere i nuovi mestieri della trasformazione digitale dell’energia: intelligenza artificiale, machine learning, big data, web analysis e digital marketing.  Anzi: ne voglio dire una quarta, che è un modo bellissimo per sentirci utili e rafforzare il nostro nuovo DNA. Sono i nostri progetti di solidarietà, che sono stati identificati e selezionati dal basso, e che ora stiamo sostenendo col nostro tempo e col nostro lavoro.

Questo viaggio in Sorgenia mi ha fatto capire alcune cose importanti. La prima è che l’organizzazione e il lavoro devono diventare molto più veloci e flessibili. La seconda è oggi che servono leader illuminati e determinati, ma soprattutto capaci di generare un forte senso di scopo e di coinvolgimento, di attrarre i talenti e di aiutare i manager a ragionare come imprenditori, in un continuo dialogo con l’esterno. E infine la terza, forse la più personale, è che cambiare a volte è scomodo e richiede scelte difficili, che dobbiamo prendere in solitudine. Ma ne vale la pena. Anche perché sono convinto che la trasformazione di Sorgenia, ma forse anche di tutte le vostre aziende, sia appena iniziata. E che il bello debba ancora venire.

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